Quando il lavoro avvicina

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Il giorno in cui vidi questa scena pensai che la donna e l’uomo fossero fratelli e che su questo scatto avrei costruito una storia, magari su un oggi che va scomparendo, sul rispetto per la terra, sulla fatica dei contadini dai ritmi vicini al battito del cuore.

Oggi, invece, dedico questo istante a chi impara o ha già imparato a lavorare con gli altri, fianco a fianco, sentendo idee, elaborando pensieri, alla ricerca di mondi e orizzonti comuni. Quel lavorio in cui si crea e si mette in comune, senza chiudere in cassetti idee per poi venderle o sporgerle al capo di turno.

Esprimendosi e confrontandosi nascono tele in cui ognuno apporta il suo contributo, superando e oltrepassando programmi e diktat, amplificando le capacità, l’originalità e la tenacia della persona. Si giunge insieme a risultati tangibili e a obiettivi importanti, che lasciano spazio anche alla crescita del singolo. Coltivare il proprio orticello soli o sotto l’egida del “padrone” inaridisce la propria terra e prosciuga i rendimenti. 

Vale liberarsi di scrivanie e cattedre mentali, sentirsi unici vicino a altri altrettanto preziosi.

Avvicinarsi non è un rischio, non è un vendersi agli altri, è un modo per costruire, affrontare e risolvere. Ci si ferma solo di fronte agli scorretti.

fratelli fieno medium

Collaborare deriva dal latino: laborare “lavorare” e con.

“Lavorare con” è il miglior modo per riuscire dare vita al positivo anche in quelle ore che dedichiamo ai nostri mestieri.

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Possibili sguardi

 

TANDEM.pngDi tandem ne esistono per tutti i gusti ormai.

In un comune tandem chi sta dietro non sente tutta la brezza, né vede l’orizzonte, non sceglie direzioni. Colui che è seduto davanti fende l’aria e il più delle volte gli tocca il decidere.

Meglio due biciclette libere di andare coi loro piedi e le loro mani, talora capaci di farsi vicine come in un tandem coi sellini i manubri e persino i campanelli affiancati…

In diretta da una finestra

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Al di là di una finestra panni stesi in dondolio ricordano bimbi affiancati in volo sulle loro altalene.

Ora, in una notte ormai illuminata da soli lampioni, vi salgono giovani amici.

Luci balzanti si gettano tra superfici metalliche e visi in allegria.

Leggeri si muovono come onde in salite e discese dimentichi del giorno, dei giorni.

Quando l’alba brillerà morbida troverà spazio tra ed accanto a tutti.

Audace

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Passero audace nel bar sei entrato
tre briciole nel tuo becco.
Ora contro te vola una biro.
Apri le ali senza apparente spavento
e te ne vai.

Il tuo è stato coraggio, l’innata forza per la sopravvivenza, l’attitudine a vivere in un ambiente urbanumano?

Per me un istante tra il mio panino e te.
Un pavimento divenuto prato.

…come tondi arcobaleni giunti dal cielo.

Interferenze

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Sono inciampato ed ho un ginocchio scorticato, sanguina e con lui un po’ del mio orgoglio.

Mi incammino zoppicando verso un rivolo per sciacquarmi con acqua fresca. Chinandomi vedo riflessa l’immagine di una farfalla in volo, mi volto è bianca, si muove curvilinea e mi ricorda le sue tante sorelle. Non sento più alcun dolore, quel volo mi ha rapito e i miei  occhi scoprono altre piccole forme di vita in un fervido lavorio per la ricerca del cibo o del partner.

Tolgo le scarpe ed immergo piedi e gambe cominciando a spruzzare fili d’erbe e i miei vestiti. Le goccioline sono come tondi arcobaleni che parlano del cielo.

Colgo e quindi afferro la possibilità di restare seduto. I miei sensi mi conquistano portandomi fruscii e suoni, colori e linee, profumi ed odori. Tutto è armonia e il mio respiro lentamente cambia per accoglierla e farla mia.

Il tic…

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Toccando con mano…

Occhi lucenti verde prato, dolci e buoni, ciglia ondeggianti alla fronte, denti bianchi dei più splendidi sorrisi. Un po’ spersa tra numeri e formule, hai riso divertita toccando con mano l’irreale geometria. Hai sentito nascere, nella tua candida freschezza, la gioia della tua scoperta.

Giovane, col tuo passo leggero e col tocco incerto delle tue mani, mi hai ricordato che nulla è scontato, neppure un quadrato, purché gli sguardi si incrocino intensi a cercare insieme.

La tua fantasia ha sconfinato il regno delle schematiche pagine di un libro e ti ha regalato un senso, un incontro verso nuova partenza: “tra quelle righe ci sono io.”

~Non trovo una immagine per  te, quindi lascio che sia il caso un giorno a dedicartela.~

c’è

 

giullare6

Giullare giullare urla a tutti basta lamentele

fallo coi tuoi salti con le tue campanelle

cantalo e ballalo per le strade

che se a fine anno siamo ancora qua

un motivo c’è.

 

Raduna tutti in una piazza

e in una più grande ancora,

per dire state a sentire la storia di

“chi ancora c’è”.

 

Chi è chi è??

chi qualcosa deve ancora  fare.

 

Altri giorni arrivano

siamo qui a festeggiarli,

ma

hanno un senso solo se

ci si scopre a se stessi.

 

Non valgono specchi dorati

trasformazioni camaleontiche della realtà

niente bari per carità.

 

Scendete col vostro io

alla luce del sole nell’aria

e vedete bene chi siete

non correte via dalla nuda vostra essenza.

Apritevi a voi stessi e

trovate il mondo di chi ancora c’ è…