La cucina del cuore

cof©C “Dita di mani di melo”

Come può capitare, era semplicemente alla ricerca di una cena, il suo pranzo era stato parco e  rapido e desiderava qualcosa di cucinato come si deve, veramente sperava addirittura con amore.

Camminando il suo sguardo incrociò un insegna verde prato: “ Circolo della Torre”, già iniziò a pensare ad una trattoria con piatti semplici, ma profumati di vero. Circolo, magari un luogo di incontro? dove le persone non stanno serrate intorno e sopra i loro tavoli, ma si scambiano parole pur non conoscendosi? Di luoghi così ce ne sono, ma non dove abitava lui, forse lì la gente era pietrificata nel freddo e nella convinzione che qualsiasi sconosciuto potesse essere pericoloso.

Proseguì e nel giardino vide altalene, scivoli ed altri giochi per i bambini, di fianco all’entrata, come ornamento, una stufa bianca: una scelta calorosa.

Ciò che lo colpì di più furono due bei meli nell’inverno. Gli ricordarono quelli che aveva fatto piantare una ventina di anni prima. Era andato a scovare varietà antiche, perché le piante fossero robuste ed i frutti golosi. Sempre quando si sceglie un albero si pensa a come e quanto crescerà e lo si accudisce con adeguate potature, ogni bocciolo ed ogni fiore sono sorprese della primavera ed i frutti i doni dell’autunno.

Tornando in sé si disse: devo solo scegliere un luogo dove mangiare, perché tanti voli pindarici? No, non erano inutili pensieri, erano un insieme di cose che gli ricordavano casa, le apprezzava tutte quante e le aveva ora lì intorno a sé.

Bastava aspettare, entrare e osservare la gente, i camerieri, i piatti fumanti e chissà che dentro a quel Circolo non ci fosse un po’ di quanto cercava: dita di mani di melo che si sfiorano iniziando a chiacchierare.

Quando il lavoro avvicina

fratelli fieno 2 salva

Il giorno in cui vidi questa scena pensai che la donna e l’uomo fossero fratelli e che su questo scatto avrei costruito una storia, magari su un oggi che va scomparendo, sul rispetto per la terra, sulla fatica dei contadini dai ritmi vicini al battito del cuore.

Oggi, invece, dedico questo istante a chi impara o ha già imparato a lavorare con gli altri, fianco a fianco, sentendo idee, elaborando pensieri, alla ricerca di mondi e orizzonti comuni. Quel lavorio in cui si crea e si mette in comune, senza chiudere in cassetti idee per poi venderle o sporgerle al capo di turno.

Esprimendosi e confrontandosi nascono tele in cui ognuno apporta il suo contributo, superando e oltrepassando programmi e diktat, amplificando le capacità, l’originalità e la tenacia della persona. Si giunge insieme a risultati tangibili e a obiettivi importanti, che lasciano spazio anche alla crescita del singolo. Coltivare il proprio orticello soli o sotto l’egida del “padrone” inaridisce la propria terra e prosciuga i rendimenti. 

Vale liberarsi di scrivanie e cattedre mentali, sentirsi unici vicino a altri altrettanto preziosi.

Avvicinarsi non è un rischio, non è un vendersi agli altri, è un modo per costruire, affrontare e risolvere. Ci si ferma solo di fronte agli scorretti.

fratelli fieno medium

Collaborare deriva dal latino: laborare “lavorare” e con.

“Lavorare con” è il miglior modo per riuscire dare vita al positivo anche in quelle ore che dedichiamo ai nostri mestieri.

Possibili sguardi

 

TANDEM.pngDi tandem ne esistono per tutti i gusti ormai.

In un comune tandem chi sta dietro non sente tutta la brezza, né vede l’orizzonte, non sceglie direzioni. Colui che è seduto davanti fende l’aria e il più delle volte gli tocca il decidere.

Meglio due biciclette libere di andare coi loro piedi e le loro mani, talora capaci di farsi vicine come in un tandem coi sellini i manubri e persino i campanelli affiancati…

In diretta da una finestra

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Al di là di una finestra panni stesi in dondolio ricordano bimbi affiancati in volo sulle loro altalene.

Ora, in una notte ormai illuminata da soli lampioni, vi salgono giovani amici.

Luci balzanti si gettano tra superfici metalliche e visi in allegria.

Leggeri si muovono come onde in salite e discese dimentichi del giorno, dei giorni.

Quando l’alba brillerà morbida troverà spazio tra ed accanto a tutti.

Audace

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Passero audace nel bar sei entrato
tre briciole nel tuo becco.
Ora contro te vola una biro.
Apri le ali senza apparente spavento
e te ne vai.

Il tuo è stato coraggio, l’innata forza per la sopravvivenza, l’attitudine a vivere in un ambiente urbanumano?

Per me un istante tra il mio panino e te.
Un pavimento divenuto prato.