Incontro inaspettato

 

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Fiori di fine autunno

Da due porte rozze circondate da un lato da canne, dall’altro da bambù esce un uomo vestito con un completo grigio, tra le mani un cesto con un cavolfiore stupefacente in grandezza e bellezza; questo ortaggio è un mazzo di fiori tanto minuti che mai si pensa siano tutti lì, insieme.

Sono alla ricerca di un po’ di terra da coltivare e tra cui stare, metto una goccia di coraggio e chiedo consiglio a lui. Ormai il suo terreno l’ha affittato tutto per sé, andando sino in Liguria per trovarne i proprietari.

Sono una chiacchierina e lui inizia a raccontarsi un po’ e a raccontare.

Si parla di cose nostre e a mano a mano che camminiamo vedo spuntare, sotto la giacca, un maglione verde intenso, che in tutta la sua allegria è il contraltare degli sguardi tristi che a tratti spengono il suo volto.

Con un gesto spontaneo mi regala fili di prezzemolo verdi come l’erba dei pascoli di montagna.

A suo parere lì vicino al suo orto posso fare il mio, partendo a lavorare sui rovi.

Qualcosa in me sorride, quanti rovi ho tolto con la roncola ed il fuoco, anche giù da scarpate, so che sono semplici more e li elimino con la tenacia di chi vuole il suo pezzo di terra.

Quel Signore mi ha donato il Natale, per tutto quanto l’anno: le zolle richiedono sempre cura e tanto più infondono vigore e pace.   

…quel mazzolino di prezzemolo per me, che ho un animo contadino, è un insieme di fiori nati sotto il sole di fine autunno, Grazie.

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